TRATTAMENTI SBIANCANTI

I trattamenti BlancOne® sono il frutto di una ricerca quindicinale
che ha portato ad un nuovo approccio allo sbiancamento
dentale e allo sviluppo di nuove tecnologie.

Grazie all’energia della luce e a speciali fotosensibilizzatori, BlancOne® riesce a scindere il principio attivo sbiancante (perossido di idrogeno) in ossigeno altamente reattivo alla “velocità della luce”. Questo ha consentito di ridurre notevolmente sia i tempi, sia le concentrazioni utilizzate, creando trattamenti sbiancanti in grado di eliminare gli effetti collaterali e garantendo uno sbiancamento efficace, naturale e durevole.

 

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La malattia parodontale ed il suo trattamento

E’ possibile trattare la malattia parodontale senza ricorrere al “bisturi”? Dobbiamo chiarire subito un equivoco che riguarda la contrapposizione tra le varie modalità di terapie parodontali.

Terapia non chirurgica e terapia chirurgica non sono alternative ma piuttosto possono essere consecutive, con la terapia non-chirurgica che deve sempre precedere quella chirurgica che viene riservata solo nei casi in cui non sia possibile controllare la progressione della parodontite.

La terapia non chirurgica non è altro che la rimozione meccanica, con strumenti manuali e strumenti ultrasonici, di placca batterica e tartaro. I Batteri accumulandosi sulla superficie dei denti provocano una reazione infiammatoria che porta, nei soggetti suscettibili e in presenza anche di altri fattori di rischio come il fumo e il diabete, alla distruzione della gengiva e dell’osso che sostengono la radice del dente.

Parte integrante della terapia non chirurgica è l’istruzione del paziente per imparare a rimuovere quotidianamente in modo corretto la placca batterica con lo spazzolino, lo scovolino e il filo. Nella maggior parte dei casi è sufficiente questa terapia per mettere sotto controllo la parodontite. Ci sono però alcuni casi dove pur controllando bene l’infiammazione i danni prodotti dalla parodontite richiedono un trattamento ulteriore e in questi casi la chirurgia parodontale è indicata per riuscire ad eliminare i difetti ossei o in alcuni casi anche a ricostruire l’osso e la gengiva che sono stati danneggiati.

Il Laser è davvero in grado di sostituire la chirurgia parodontale? Il Laser è una tecnologia proposta a partire dagli anni 90′ che si inquadra all’interno della terapia non chirurgica. Le premesse che hanno portato all’uso del Laser in parodontologia sono state la possibile riduzione della sensibilità dei denti post-operatoria, accelerare la guarigione dei tessuti garantendo migliori risultati di trattamento e risolvere le infezioni microbiche. Esistono vari tipo di laser che hanno oggi una serie di indicazioni in odontoiatria, tuttavia, per quanto riguarda l’uso in terapia parodontale, anche i più recenti studi pubblicati non sono stati capaci di dimostrare una maggiore efficacia del Laser rispetto alla rimozione meccanica di placca e tartaro fatta con strumenti manuali o ultrasuoni.

In sintesi quindi possiamo dire che

  1. Il Laser da solo senza l’utilizzo di strumenti manuali e ultrasuoni è inefficace nel controllo della parodontite
  2. Il Laser in combinazione con la terapia convenzionale non ha un effetto aggiuntivo sul controllo della parodontite
  3. Il Laser non può essere considerato una alternativa alla terapia parodontale non chirurgica e il suo impiego non riduce il numero dei casi in cui sia necessario ricorrere alla chirurgia parodontale.

Attenzione quindi a ricorrere a terapie che non hanno dimostrato una reale efficacia o una superiorità rispetto a terapie consolidate tenendo conto che l’aggiunta del Laser al trattamento convenzionale aumenta notevolmente i costi della terapia.